Il Gusto Italiano Magazine
Poche parole per chiarire la nostra presenza in un mercato editoriale apparentemente già ricco di molte pubblicazioni piu o meno saccenti, arditamente vanagloriose, di semplice impatto visivo, ostentatamente locali, sostenute da comitati d’affari, o volgarmente marchettare (ma tutti abbiamo famiglia, come i politici insegnano…)!.
In questo marasma che conta centinaia di testate tra quelle in edicola (anche se vendono cento copie ma ne dichiarano centomila) e le altre spedite o diffuse solo per abbonamento o promozione, si possono pero distinguere soprattutto due tipi. Quelle “stabili” che tentano di catturare un pubblico (consumatori od operatori) eterogeneo a cui poter fornire di tutto un po’, cercando qualche volta di individuare ed anticipare nuove realtà ma, molto più spesso, scoprendo invece “l’acqua calda” con un’informazione vecchia nello stile e nei contenuti. E quelle per cosi dire “promozionali” dove nulla o quasi appartiene ad una scelta autonoma, ad una verifica, a qualcosa di diverso da una semplice manipolazione giornalistica o delle informazioni passate dalla p.r. o dalle agenzie pubblicitarie camuffate in uffici stampa, quando non direttamente dalle aziende inserzioniste e quindi lette da queste stesse in un osannante autocompiacimento. Ma dinanzi ad un mondo che corre verso una globalizzazione non sempre cavalcata (come le tigri, da antica saggezza indiana) ma spesso subita, si impone il tentativo di una rivista che sia capace di raccontare le persone e non le folle, i fatti e non le suggestioni sponsorizzate, la terra vissuta nella sua essenza e non nelle notizie soltanto apprese e poi riportate, l’identità più vera ed emozionante invece d’un anonimo seguire mode senza mai riconoscere il gusto di ciò che vale pur nelle differenti culture. In tal senso non basterebbe un libro, un’enciclopedia, ma cerchiamo di fare dei passi un po’ alla volta, con un buon inizio per un percorso di pregio e sostanza, pur nella limitatezza che gli spazi impongono ed imporranno, ma riuscendo sempre a fornire segnali precisi di riconoscimento, racconti autentici ed emozioni vere.
Quello che Il Gusto Italiano sa esprimere ove interpretato e riconosciuto in tanti campi diversi pur nel rispetto di altri “gusti” del mondo.
Con il nostro linguaggio ed alcuni esemplari racconti di donne, uomini e creature della terra, vogliamo anche disfarci di alcune convinzioni e convenzioni scontate, di sottomissioni alle griffe dell’ultima ora, di convenienze che assumono ruoli giganti.
La nostra rivista, ed il sito web collegato, non saranno sicuramente un almanacco di “stupidita intelligente” o di regole che odorano di vigorosa mediocrità e che invece avremo il puntiglioso compito di contestare.
Faremo tutto ciò parlando d’armonia anche quando i temi trattati sembrano non consentirla. Molti ricordano che un tempo nelle cucine di casa era rigorosamente vietato entrare, per non interrompere l’armonia e quel clima un po’ magico e segreto, poi si è passati alle cucine aperte dove sovente l’uso di precotti e surgelati e come una condivisione visiva dell’esigenza dettata dalla fretta e dunque d’un risultato finale spesso insignificante ed ordinario. Ora invece si moltiplicano le cucine a vista (nelle case come nei ristoranti) e non solo per moda, ma in quanto rappresentano una provocazione alla conoscenza ed alla chiarezza, come quegli autentici artigiani con le botteghe sempre aperte, anche se l’arte, come quella di fare cibo e vini di qualità, resta una capacita intrinseca e, forse, un dono veramente individuale.
Ecco, questo è e sarà lo stile e la filosofia de “il Gusto Italiano”, che non cerca forsennatamente fans e partner giulivi, ma lettori, anche pochi ma buoni, e comunque capaci di lasciare un segno concreto con le loro diverse testimonianze. Un po’ come noi!.








0438987123